giovedì 26 maggio 2016

Elezioni a Milano, rom e sinti incontrano i candidati sindaco

Per la prima volta i candidati sindaco incontrano la comunità rom di Milano. Ma non tutti: Sala e Parisi sanno già cosa fare.

Il 23 maggio la comunità rom e sinta di Milano, insieme con la Consulta Rom e Sinti e le associazioni della ReteRom (Amici di via Idro, Associazione ApertaMente, Associazione UPRE ROMA, GRT Italia, NAGA, Opera Nomadi Milano), ha invitato i candidati sindaco a un incontro per conoscere e valutare le proposte degli aspiranti amministratori della città per quanto la riguarda.

Era la prima volta e un’occasione per tutti per dimostrare che rom, insieme con filippini, senegalesi, ucraini, cinesi, italiani del nord e del sud, ecc. ecc., sono cittadini come gli altri di fronte ai doveri come ai diritti compreso quello di voto e partecipazione. L’invito è stato accolto dai candidati Basilio Rizzo, Marco Cappato, del Movimento 5 Stelle che ha delegato Luigi Rovina, con il contributo di altri candidati al ruolo di presidenti di zona (Alberto Ciullini) e di consiglieri (Anita Sonego, Diana De Marchi, Piero Leodi, Marina Brajdic).

L’incontro con la comunità, che si è svolto al Villaggio delle rose di via Chiesa Rossa 351, durato 2 ore e mezzo, è stato un vero confronto tra cittadini e futuri amministratori, che hanno discusso il tema dell’inclusione di una comunità costretta ai margini sociali dal pregiudizio e dalle campagne d’odio.I

giovedì 12 maggio 2016

Genova, assolti ma sono ‪‎rom‬ e ‪musulmani‬

Fa scalpore in rete la notizia pubblicata da La Stampa e rilanciata prima da Il Giornale e poi da Dagospia. Tant'è che è pure intervenuta Elisabetta Canalis su twitter. I protagonisti della vicenda sono persone appartenenti alla minoranza rom e di fede e tradizione musulmana, quindi il massimo della sfiga se abiti in un Paese ‪‎islamofobo‬ e ‪romfobico‬ com'è l'Italia.

I due hanno praticato la macellazione rituale islamica che è identica alla macellazione prescritta nella religione ebraica dal codice canonico Shulchan Aruch. Le regole della macellazione sono molto stringenti ed è fatto obbligo di non maltrattare l'animale che però non viene stordito al momento dell'uccisione. Secondo le fonti le prescrizioni sono eguali sia nella tradizione musulmana che in quella ebraica, la recisione della gola con un taglio veloce e privo di esitazione dovrebbe portare nell'animale un immediato calo di pressione sanguinia e la conseguente immediata perdita di conoscenza.

Il giudice ha assolto i due protagonisti perchè la legislazione italiana ed europea permette tale pratica di macellazione se è dettata da motivazioni religiose e perchè ha rilevato che «Non vi è prova che l’animale sia stato sottoposto a sofferenze aggiuntive (...) in realtà, trattandosi di un sacrificio religioso si può presupporre che fosse volontà degli imputati non discostarsi dalla consueta prassi operativa». Ma il dibattito è aperto e in alcuni Paesi a maggioranza islamica si è deciso di permettere lo stordimento a determinate condizioni.