giovedì 25 maggio 2017

Le foto mai pubblicate di Fabrizio Casavola

Tre anni fa ci lasciava Fabrizio Casavola scrittore e curatore di Mahalla. Fabrizio ha costruito  blog, Priori, pubblicando per primo in Italia notizie che coinvolgevano persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom. Era il 2004 e l'anno successivo Fabrizio aiutò noi a costruire Sucar Drom e nel 2006 insieme aiutammo Nazareno Guarnieri a costruire RomSinti@Politica. Negli anni successivi nacquero tanti altri blog e la voce di sinti e rom iniziò a farsi sentire in rete.



Oggi vogliamo ricordare Fabrizio Casavola con questa foto. Quando la mandò a noi via e-mail ci disse “Ho fatto migliaia di foto, ma questa mi è riuscita proprio bene”. La foto è stata scattata il 23 aprile 2011 ad una delle prime manifestazioni organizzate da Davide Casadio e Radames Gabrielli per la Federazione Rom e Sinti Insieme

mercoledì 17 maggio 2017

Rimini, lanciato un monito ai razzisti

Ad Auschwitz Birkenau nello Zigeunerlager vennero divorati migliaia e migliaia di #sinti e #rom, ma il 16 maggio 1944 le circa quattromila persone internate in quel momento nel lager si ribellarono al divoramento e respinsero le SS che volevano condurle nelle camere a gas. Da alcuni anni le associazioni sinte organizzano per il 16 maggio una manifestazione per ricordare l'unica rivolta ad Auschwitz.

Ogni anno è scelta una città diversa, quest'anno è stata scelta Rimini per il razzismo che si è manifestato contro la Comunità sinta nei mesi scorsi. La situazione è tanto grave che anche durante la manifestazione i fascisti hanno srotolato un manifesto con la scritta razzista “basta zingari” e da quanto si legge sulla stampa le Forze dell'Ordine non sono intervenute per fermare un evidente reato.
I quotidiani locali hanno usato toni scorretti e in alcuni casi vergognosi nel descrivere la manifestazione di ieri, come il Resto del Carlino Rimini, che ha titolato in prima pagina “Il Tour dei Nomadi”.





 

sabato 13 maggio 2017

Rimini, la Giornata nazionale dei sinti

Si svolgerà a Rimini, nella giornata di Martedì 16 Maggio 2017, l’iniziativa nazionale che ricorda la Giornata dei Sinti. Organizzata dall’Associazione Sinti Italia in viaggio per il diritto e la cultura. La manifestazione viene indetta ogni anno in questa data in una città diversa per ricordare la rivolta delle quattromila persone rinchiuse nello Zigeunerlager di Auschwitz Birkenau.

Era il 16 maggio 1944 quando uomini, donne e bambini con sassi e poco altro si opposero alle SS che volevano sterminarli tutti. Quel giorno i nazisti dovettero rinunciare alla “liquidazione” dello Zigeunerlager. Per questa ragione per i sinti il 16 maggio è la giornata della resistenza contro ogni forma di razzismo.

Il programma della giornata prevede l'appuntamento alle ore 12 in via Roma n. 70 (parcheggio autobus) da dove si procederà con l’inizio di un corteo di sinti e rom per le vie del centro storico con arrivo in piazza Cavour intorno alle ore 14. Qui una grande festa, con violini, chitarre, musica, con interventi e testimonianze di rappresentanti della comunità sinta italiana e di esponenti del mondo della cultura e della scuola, accoglierà fino alle ore 17 tutti i cittadini riminesi che vogliono accostarsi alla conoscenza del popolo dei sinti e dei rom.

Intorno alle ore 15, presso i portici di piazza Cavour, il presidente dell’Associazione Sinti Italia, Davide Casadio, e altri protagonisti della Giornata si mettono a disposizione degli organi d’informazione per illustrare nel dettaglio il senso dell’iniziativa e i programmi futuri dell’Associazione. Sarà presente anche Samuel Reinard, in rappresentanza dei sinti di Rimini.

“Rimini è per definizione la città dell’accoglienza- anticipa il presidente Casadio- e dunque riteniamo che assuma particolare valore la scelta di questa città in una fase molto complessa della vita italiana, alla luce anche della tragedia avvenuta a Roma. Per noi essenziale è la conoscenza: troppo spesso i pregiudizi sono frutto di diffidenza e mancata relazione”.

Per informazioni, Davide Casadio 3342511887

venerdì 12 maggio 2017

Roma, Graziano Halilovic chiede rispetto per Francesca, Angelica ed Elisabeth

Il muro della vergogna
Pubblichiamo la lettera appello di Graziano Halilovic leader della Comunità rom di Roma e zio di Francesca, Angelica ed Elisabeth Halilovic, morte bruciate nel rogo del camper della famiglia nel quartiere Centocelle di Roma.

Sono Graziano Halilovic, cugino di Romano Halilovic e zio di Francesca, Angelica ed Elisabeth. Qualcuno, un mostro, ha bruciato vive tre bambine nel sonno, con una bottiglia incendiaria che ha trasformato in un rogo il camper di Romano, l’altra notte, a Centocelle, in un parcheggio pubblico, dove stazionavano senza disturbare nessuno.

Non sappiamo chi sia stato potrebbe essere stato chiunque: un rom, un gagiò, un giornalista per fare notizia, un razzista per odio, un italiano o uno straniero…. Un mostro, di certo, che ha commesso un crimine orribile, imperdonabile e disumano, che ha visto dei genitori assistere inermi alla morte dei figli bruciati dal fuoco.

Il punto è che non sappiamo chi sia stato e non possiamo usare la fragilità e il dolore del momento per individuare un colpevole prima che le indagini facciano il loro corso. Confido che le forze dell’ordine svolgano le indagini senza farsi influenzare da pregiudizi razziali e riescano a dare un nome e un volto al colpevole.

Ma fino ad allora chiedo agli attivisti rom e non rom, alla società civile, a tutte le organizzazioni e ong dei diritti umani, ai politici italiani ed europei di intervenire sui media affinché nel rispetto del dolore della famiglia e nel rispetto delle vittime e della comunità rom, vengano diffidati ad utilizzare termini diffamatori, parlando di “clan” e di “faide tra rom”, associando così la comunità rom ancora una volta a termini che richiamano la criminalità organizzata, finché le indagini di chi ne ha la competenza non porteranno alla luce la verità.

Non sappiamo al momento se il colpevole sia un rom, un italiano, uno straniero, un giornalista o di quale ideologia politica sia. Fare delle illazioni a riguardo, cercando di coinvolgere un’intera comunità, è un gioco inutile e irrispettoso nei confronti dei rom che colpisce la famiglia delle vittime due volte: prima nella irrimediabile perdita e poi nella continua discriminazione.

Voglio ringraziare Papa Francesco, il Presidente della Repubblica Mattarella, il Pontificio Romano e il Vescovo Don Paolo LoJudice, la Comunità di Sant’Egidio, i cittadini di Centocelle e tutti coloro, politici e cittadini italiani, che hanno espresso solidarietà alla famiglia di Romano in questo momento di insuperabile dolore.

Questo è il momento della preghiera e del silenzio, e non della strumentalizzazione per fini diversi di quanto è accaduto: dobbiamo stare vicini a Romano, a Mela e ai loro figli superstiti, e rispettare il loro lutto.

Grazie