giovedì 29 settembre 2011

Mantova, In Other Words

Si terrà il 6 ottobre la conferenza internazionale In Other Words (in altre parole), presso l'Aula magna della Fondazione Università di Mantova. L'obiettivo della conferenza è discutere di stereotipi, rappresentazione delle minoranze e media. Per informazioni e iscrizione: Matteo Bassoli, sei3@provincia.mantova.it, +39 0376 204369.
In Other Words è un progetto che mira a formulare una risposta nei confronti della situazione attuale, in cui i media sono spesso veicoli per la diffusione degli stereotipi, e a contribuire al miglioramento del messaggio mediatico, in particolare rispetto alla rappresentazione che esso fornisce delle minoranze etniche e religiose, delle persone con disabilità e degli appartenenti alla comunità lgbt.
Capofila del progetto è la Provincia di Mantova. I partner sono: Articolo 3 - Osservatorio sulle discriminazioni (Italia), Intercultural Institute of Timisoara (Romania), Eurocircle (Francia), Diputaciòn Provincial de Jaen (Spagna), IEBA (Portogallo), Fundaciòn Almeria Social y Laboral (Spagna), Tallin University (Estonia). I partner associati sono: Sucar Drom, EuroPeople e Life Long Learning Association.
Gli obiettivi generali del progetto sono:
- sviluppare un atteggiamento critico sui messaggi veicolati dai media, all’interno delle comunità locali coinvolte nel progetto;
- aumentare la consapevolezza dei media (a partire da quelli locali) sul loro ruolo nella diffusione di stereotipi e sul loro potenziale nel veicolare in modo corretto una cultura della diversità;
- definire e testare una metodologia per il monitoraggio dei media, creare strumenti di comunicazione alternativi (newsletter, blog, testate on-line) e fornire un riscontro a media e giornalisti;
- coinvolgere persone giovani e appartenenti a una minoranza o ad associazioni di minoranze, quali rom e sinti, migranti, persone con disabilità, appartenenti a minoranze religiose e alla comunità lgtb (lesbica, gay, bisex, trans) e renderle partecipi della produzione e diffusione di un’informazione corretta, tramite strumenti web dedicati;
- contribuire alla diffusione di una contro informazione indipendente sulle minoranze e sui gruppi discriminati in Europa, sviluppando una strategia basata sull’approccio cross-community e sul diretto coinvolgimento delle vittime di discriminazioni.
A partire dall’esperienza di ‘Articolo 3, Osservatoiro sulle discriminazioni’, il progetto svilupperà una rete europea di 7 osservatori-unità stampa locali, che includano rappresentanti di minoranze etniche o religiose o di gruppi discriminati.
La rete contribuirà a creare un sistema capillare e strutturato di monitoraggio-analisi-alert-reazione, attraverso il monitoraggio di circa 100 testate, che coprono 7 regioni in 6 Paesi europei, individuando atteggiamenti discriminatori, fornendo riscontri ai media coinvolti e creando una contro-informazione basata sulla decostruzione degli stereotipi.

mercoledì 28 settembre 2011

CoE, dichiarazione finale del Summit of Mayor on Roma and Sinti

Comunicato stampa, Strasburgo 22 settembre 2011. In una dichiarazione finale adottata dal primo Vertice europeo dei sindaci a Strasburgo, i partecipanti da 47 paesi membri del Consiglio d'Europa hanno confermato la loro determinazione a sostenere ulteriori azioni per migliorare l'inclusione della popolazione rom e sinta.
"A tal fine, sosteniamo la proposta di istituire un'alleanza europea delle Città e Regioni per l'inclusione dei rom", ha concluso il vertice che è stato organizzato dal Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d'Europa in collaborazione con partner diversi.
Il gruppo di sei città e regioni europee (Aubervilliers / Francia, Kavarna / Bulgaria, Malaga / Spagna, Regione di Madrid / Spagna, Heraklion / Grecia e il 5 ° distretto di Bucarest / Romania) è stato creato per costruire questo vertice e organizzare l'istituzione di questa nuova rete europea a livello di base.
Il vertice dei sindaci che ha riunito 300 politici locali e regionali, rappresentanti delle organizzazioni rom, amministrazioni territoriali e della società civile così come partner europei ribadisce la persistente esclusione e discriminazione subite da sinti e rom nelle comunità locali e regionali di tutta Europa. Ciò è reso evidente dalla continua emarginazione e dalla mancanza di accesso all'istruzione, all'alloggio, all'assistenza sanitaria e all'occupazione. "Questa situazione è anche alimentata da pregiudizi, diffidenza e persino odio. Siamo profondamente preoccupati per questa situazione che sta peggiorando e deve essere affrontata con urgenza ", dichiarano i partecipanti al vertice.
In vista della futura Alleanza Europea delle Città e Regioni per l'inclusione dei Rom, il vertice ha invitato i comuni e le regioni a lavorare su modalità di attuazione delle raccomandazioni del Consiglio d'Europa e, per quanto riguarda le politiche territoriali, in particolare delle raccomandazioni del Congresso dei Poteri Locali e Regionali.
Il documento finale conclude: "Ribadiamo la nostra ferma convinzione che il futuro democratico della società europea richiede l'inclusione e la partecipazione di tutti gli europei, compresi i rom, per la costruzione della democrazia con tutti i diritti e le responsabilità che essa comporta".

mercoledì 21 settembre 2011

Ministero dell'Interno, come spendere il Fondo europeo per l'integrazione?

La Commissione europea ha assegnato 30 milioni di euro all’Italia per cofinanziare i progetti. Sul web un questionario per suggerire al Ministero dell'Interno cosa mettere nei bandi.
Una settimana fa, la Commissione Europea ha approvato il programma annuale 2011 del Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di Paesi terzi (Fei). All’Italia sono stati assegnati quasi trenta milioni di euro per finanziare progetti da realizzare entro il 30 giugno 2013.
In Italia il Fei è gestito dal dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del Ministero dell’Interno, che nei prossimi mesi pubblicherà gli avvisi per accedere ai finanziamenti. Per definirne i contenuti, si sta confrontando con i ministeri che si occupano di immigrazione, con le Regioni e con i Consigli territoriali per l’immigrazione di ogni Provincia.
Il Viminale vuole però sentire anche il parere delle associazioni che si occupano di immigrazione e che poi potranno partecipare alla realizzazione dei progetti. Queste possono compilare un questionario spiegando quali sono gli interventi che ritengono più urgenti per favorire l’integrazione (corsi di lingua, mediazione culturale, orientamento al lavoro, ecc.) e valutando come sono stati spesi finora i soldi del Fei.
Il questionario può essere scaricato da questo link. Va compilato e inviato entro il 10 ottobre via mail a dlci.fondointegrazione2@interno.it. da stranieriinitalia.it

Milano, Consulta rom e sinti: i fondi europei non possono essere spesi per la "sicurezza"

Comunicato stampa. La Consulta rom e sinti di Milano inizia propone al Comune un percorso per la revisione dell'utilizzo dei fondi sociali destinati all'integrazione delle comunità rom e sinte.
La Consulta rom e sinti di Milano, dopo gli incontri avuti con l'amministrazione, intende onorare l'impegno preso di portare al tavolo del Comune le proposte delle comunità rom per dare una soluzione positiva alla presenza del popolo rom nella nostra città.
Per questo sono però necessari alcuni chiarimenti preliminari, il primo dei quali riguarda la reale situazione della disponibilità del fondo destinato alla soluzione della cosiddetta "questione rom".
Si tratta dei 13 milioni di euro del FSE che la precedente amministrazione intendeva destinare alla "sicurezza" (9 milioni), più che allo scopo sociale per il quale erano stati erogati.
Quindi la Consulta chiede una ridiscussione dell'uso di questo fondo a partire da una informazione trasparente su quanto sia stato speso per la chiusura del campo di via Triboniano (primo e unico per ora di quanti si era annunciata la chiusura) in modo che si possa definire l'uso della quota rimanente nel modo più utile per le comunità sinte e rom e per la collettività.
Il secondo chiarimento riguarda la richiesta delle comunità rom di essere coinvolte attivamente nella discussione dei problemi che le riguardano, in quanto parte interessata e in grado di contribuire con proprie proposte alla soluzione dei problemi.
Con questo spirito la Consulta propone alcuni temi all'attenzione dell'amministrazione.
1. Alla ripresa dell'attività scolastica sono molti i minori rom, in particolare quelli delle comunità stanziali ma irregolari, che non sono in grado di accedere al loro diritto allo studio. Crediamo che questo sia non solo un impegno a rispettare i diritti fondamentali di questi bambini, ma anche un elemento fondamentale per l'inserimento nella comunità cittadina.
2. Le comunità di via Triboniano che hanno accettato l'inserimento in abitazioni devono affrontare i problemi legati alla scadenza del contratto stipulato con le associazioni per conto dell'amministrazione. Si tratta in questo caso di dare continuità al processo del loro inserimento.
3. Infine la Consulta propone di ridiscutere il piano di chiusura dei campi e a questo proposito avvia a partire da oggi una consultazione nelle comunità interessate per vedere insieme quali siano le soluzioni migliori nella prospettiva di dare stabilità alle comunità e serenità alla popolazione residente.

lunedì 19 settembre 2011

Buccinasco (MI), non c’è pace per il Terradeo...

…che è un ‘quartiere’ di Buccinasco (altrove verrebbe definito un campo ‘nomadi’,ma che nomadi sono? se ci stanno da oltre 30 anni, con regolare contratto col Comune), pulito ordinato, abitato da un’ampia famiglia di giostrai sinti, italiani, buccinaschesi, difesi da ogni Amministrazione, di destra, di centro, di sinistra. A partire dal 1994, incoraggiati verbalmente da vari Amministratori, i 6 nuclei familiari più numerosi hanno costruito alcune casette di legno, senza fondamenta, per poterci vivere coi propri bambini un po’ più comodamente. Quegli Amministratori non ci sono più, ma ai giostrai viene ora imposto di demolire le proprie case: l’ultimo della fila, rimasto col cerino in mano, paga il conto.
Abbiamo segnalato noi la situazione alle Autorità, chiedendo più volte che venisse regolarizzata secondo le leggi… ed ora, invece, la risposta è l’ordine di demolizione di queste casette, dopo che sono state messe a norma, a spese degli interessati: ‘normali’ procedure in una situazione che ‘normale’ non è.
Queste ‘casette’ sono la prima casa e l’unica abitazione dei titolari; la loro distruzione metterebbe sei famiglie coi propri bambini, trenta persone, fra cui quattro donne incinte, a cielo aperto, costituendo uno sgombero di fatto. Si violerebbero così una serie di leggi, a cominciare da quella fondamentale, la Costituzione (artt. 2 e 3), nonché la Carta Sociale Europea firmata dal nostro Paese (artt.30 e 31): diritti fondamentali di ogni persona, sulla cui violazione, l’Italia è stata già condannata, ma non se ne dà per inteso. Pare che non proprio tutti siano tenuti al rispetto di leggi e norme anche internazionali.
Stiamo parlando, inoltre, di persone regolarmente residenti a Buccinasco, Cittadini!, i cui bambini frequentano le scuole locali e se ne potrebbero trovare di conseguenza impediti (art. 34 Cost.).
Ora, queste ‘irregolarità’ su cui si parla e riparla sempre senza concludere, ma si rischia ora anche di agire, non fanno da specchietto per le allodole? In un Comune in cui, in assenza d’un piano regolatore, tutti coloro che possono sbrigliano la… fantasia costruttiva: il Terradeo è circondato da costruzioni abusive, che non sono prime case d’abitazione.
Non siamo in presenza, al Terradeo, di abusi, né di furbizie o approfittamenti, ma di situazioni assentite ripetutamente dalle Autorità competenti e oggetto di una interminabile procedura di regolarizzazione a tutt’oggi non conclusa e anzi interrotta. Nella quale i giostrai sinti del Terradeo sono le vittime.
Abbiamo voluto proporre all’opinione pubblica di Buccinasco e dei Comuni vicini un quadro dei problemi, ma siamo convinti che ci siano volontà e spazi per operare, con la dovuta cautela e ragionevolezza, senza violare alcuna legge, ma anzi accompagnando un gruppo di persone a lungo emarginate dalla società ad inserirsi correttamente, proprio nel pieno rispetto delle leggi. Ci appelliamo dunque ai cittadini, alle forze politiche e sociali, alla sensibilità dei credenti, alle competenti Autorità, perché vogliano consentire uno spazio di confronto, teso a ripristinare una procedura di regolarizzazione e salvaguardia. di Associazione “ApertaMente di Buccinasco” e Caritas Decanale

venerdì 16 settembre 2011

18° edizione del Festival Alexian and International Friends

Il 29 ottobre prossimo si aprirà la 18° edizione del Festival Alexian and International Friends fra gli ospiti Ferdi, Lino Patruno, i Ladri di Carrozzelle e Gian Antonio Stella. Presenterà l’evento la famosa conduttrice Rai Lorena Bianchetti.
Ritorna ad ottobre uno degli appuntamenti musicali più importanti e seguiti del panorama nazionale: l’Alexian and International Friends. L’evento artistico è giunto alla sua 18° edizione e ha visto negli anni la partecipazione di artisti e personaggi di fama nazionale ed internazionale del calibro di: Paco Suarez, Sageer Khan, Miriam Meghnagi, Moni Ovadia, Francesco Baccini, i Tazenda, Eugenio Bennato, Paolo Brosio, Gianni de Berardinis Dario Vergassola, Enrico Beruschi, Rossana Casale, Audio 2, i Jalisse, Cristiano Malgioglio, Pino Insegno, Linda, Furio Colombo, David Sassoli e tantissimi altri.
Il festival quest'anno si terrà sabato 29 ottobre, presso il Teatro Fedele Fenaroli di Lanciano (Chieti) e ospiterà anche quest’anno importanti personaggi che artisticamente interagiranno con Alexian Santino Spinelli.
Confermata la presenza di un’icona del jazz nazionale come Lino Patruno, del noto gruppo musicale Ladri di Carrozzelle, di Ferdi il vincitore del Grande Fratello 2009, la partecipazione del celebre giornalista-scrittore Gian Antonio Stella e dei direttori d’orchestra Sergio Rendine e Luciano Di Giandomenico a cui andranno i Premi Attilio D’Amico e Angelo e Alessio Di Menno Di Bucchianico cui il Festival è dedicato.
Diversi gli artisti che arriveranno dall’estero. Confermata anche la presenza di altri artisti di grandissimo prestigio.
Presenterà l’evento Lorena Bianchetti, il volto pulito della televisione italiana, che ha ripreso a condurre la quotidiana trasmissione L’Italia sul Due su Rai 2. L’evento sarà ripreso e trasmesso da una televisione nazionale. Per contatti: giuliadirocco@fastwebnet.it, spiothrom@webzone.it, +39 392 3577386

giovedì 15 settembre 2011

Giornata Internazionale della Democrazia

New York, 15 settembre 2011. Questo è stato un anno straordinario nella storia della democrazia. Milioni di persone hanno partecipato agli eventi drammatici avvenuti in Medio Oriente, Nord Africa e altre zone e molte più persone hanno seguito queste vicende con vivo interesse. Il loro impegno ha confermato che la democrazia è un modello universale, agognato da tutti i popoli e non è estraneo a nessuna cultura. Quest'anno è servito anche a ricordare che la democrazia non può essere esportata o imposta dall'esterno: deve nascere dalla volontà dei popoli ed essere alimentata da una società civile forte e attiva. Il mondo ha compreso che il detto secondo cui gli stati non diventano adatti alla democrazia ma diventano adatti attraverso la democrazia è vero. I giovani, in particolare, hanno fatto loro questo messaggio. Si sono battuti per l'ideale democratico e affrontano ora la sfida di lavorare per realizzare il potenziale delle transizioni che hanno contribuito a mettere in moto.
Questi concetti sono stati confermati da un altro importante traguardo quest'anno: il ventesimo anniversario della massiccia trasformazione avvenuta in Europa Orientale. Molti stati di questa regione sono ancora a un primo stadio del loro percorso democratico. Conoscono il lavoro accurato che richiede costruire uno stato di diritto, incoraggiare la trasparenza e la responsabilità, rivedere i sistemi politici ed economici. Conoscono le battute d'arresto che possono deludere le aspettative e la passione necessaria per andare avanti. Le loro esperienze forniscono delle lezioni importanti.
Le Nazioni Unite sono presenti qui per sostenere questi sforzi. Fanno molto di più di qualsiasi altra organizzazione per sviluppare e rafforzare le istituzioni e le pratiche democratiche in tutto il mondo. L'ONU sostiene le elezioni libere ed eque, incoraggia la partecipazione popolare della società civile e alimenta il dialogo quando le parti sono a un punto morto dopo un voto controverso. Media nelle situazioni politiche delicate per prevenire conflitti e promuove istituzioni di sicurezza responsabili dopo la fine di un conflitto. Schiera esperti per aiutare a rafforzare lo stato di diritto, sviluppa strutture pluripartitiche e crea amministrazioni pubbliche efficienti e responsabili, istituzioni di difensori civici, agenzie contro la corruzione e organismi per l'uguaglianza dei generi.
Attraverso tutte queste attività le Nazioni Unite non tentano di esportare o promuovere un modello particolare, nazionale o regionale, di democrazia. Lavorano altresì per far capire che l'ideale democratico è radicato nelle filosofie e nelle tradizioni provenienti da tutte le parti del mondo, che un governo democratico efficiente migliora ovunque la qualità di vita di uomini e donne e che la democrazia fornisce le fondamenta per una pace, una sicurezza e uno sviluppo duraturi.
In questa Giornata internazionale della democrazia raddoppiamo i nostri sforzi nel sostenere tutte le persone, in particolare i giovani (promotori degli importanti eventi di quest'anno), nel loro impegno a trasformare la democrazia in una realtà. Questa Giornata appartiene a loro. Onoriamo il loro impegno in un viaggio nella democrazia lungo una vita. di Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite

mercoledì 14 settembre 2011

CEDAW, le donne in Italia subiscono pesanti discriminazioni e violenze

In Italia le donne sono rappresentate come oggetti sessuali. Questa una delle principali critiche sollevate all’Italia dal Comitato delle Nazioni Unite che ha il compito di monitorare l’attuazione della Convenzione ONU per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) negli Stati che l’hanno ratificata.
“Ci auguriamo che il Governo ascolti le raccomandazioni del Comitato ONU”, affermano le attiviste della piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”, che hanno presentato alle Nazioni Unite un ‘Rapporto ombra’ sullo stato di attuazione della Convenzione in Italia. “La nostra Piattaforma si impegna fin d’ora a monitorare l’operato del Governo nel dare seguito alle raccomandazioni che gli sono state rivolte”.
Secondo le Nazioni Unite, in Italia persistono profondi stereotipi che hanno un impatto schiacciante sul ruolo della donna e sulle responsabilità che essa ha nella società e in famiglia. Complici le dichiarazioni pubbliche dei politici, che non fanno altro che incrementare tale profondo dislivello tra i sessi.
Tali stereotipi pongono le donne in una situazione di svantaggio, incidendo negativamente sulle scelte degli studi e della professione che esse vogliono intraprendere e diminuendo le possibilità di accesso ai “piani alti” del mercato del lavoro, della vita politica e del ‘decision-making’.
Altro capitolo è quello delle violenza contro le donne. Nonostante la nota positiva per l’adozione della legge 11/2009 che introduce il crimine di stalking, il Comitato esprime la propria preoccupazione per l’alto numero di violenze perpetrate su donne e bambine, per la mancanza di dati sulle violenze contro immigrate, romni e sinte e per la persistenza di attitudini socio-culturali che “condonano” la violenza domestica. In particolare, stupisce e preoccupa l’alto numero di donne uccise da partner o ex-partner, indice del fallimento dell’autorità nel suo fondamentale compito di protezione delle donne.
Ecco perché il Comitato ONU chiede al Governo di presentare entro due anni un rapporto sulle misure intraprese contro stereotipi e violenza di genere e raccomanda al nostro paese di adottare tutte le misure legali, amministrative, politiche ed educative necessarie a ridurre tali stereotipi. In particolare, le Nazioni Unite chiedono che lo Stato intervenga sulle immagini sessiste divulgate dall’industria della pubblicità e dai media, nelle quali donne e uomini sono spesso raffigurati in modo stereotipato.
Sul piano del mercato del lavoro, il Comitato rileva la costante disparità di salario e di trattamento tra uomini e donne e le scarse misure introdotte dallo Stato per conciliare vita e lavoro. In particolare, colpisce l’alto numero di madri che abbandonano il posto di lavoro dopo la nascita del figlio e la bassissima fruizione da parte dei padri italiani del congedo parentale (solo il 10%). Per questi motivi, tra le raccomandazioni fatte al Governo, si chiede che vengano introdotte urgentemente misure che incrementino il numero di donne impiegate e che portino all’abolizione sostanziale della pratica dei “dimissioni in bianco”.
Infine, il Comitato raccomanda di valorizzare e coinvolgere la società civile - e in particolare le associazioni di donne - nel cammino verso un’effettiva uguaglianza di genere nel nostro paese, attraverso consultazioni periodiche e trasparenti e la promozione di un dialogo costruttivo.

lunedì 12 settembre 2011

“La persecuzione nazista degli zingari”, note critiche al libro di Guenter Lewy

Le persecuzioni subite dalle minoranze sinte e rom, durante il nazifascismo, sono ancora poco studiate in tutta l'Europa. Le Università e i Dipartimenti di Storia Contemporanea sono del tutto assenti in questo campo di ricerca.
Le prime pubblicazioni sono state fatte da singoli studiosi volenterosi con pochissimi mezzi a disposizione e ad oggi non abbiamo un corpus di studi pari a quello che è stato prodotto per analizzare, per esempio, la persecuzione subita dagli ebrei.
Nel 2002 Einaudi editore ha dato alle stampe il volume “La persecuzione nazista degli zingari” di Guenter Lewy. Il titolo originale è “The Nazi Persecution of the Gypsies” ed è stato edito nel 2000 da Oxford University Press.
Il libro, un tomo di 352 pagine, ha l'ambizione di essere un riferimento scientifico sulle persecuzioni subite da sinti, rom e jenisch durante il nazismo e critica in maniera dura le pubblicazione che lo hanno preceduto. La critica che Guenter Lewy rivolge ad altri autori che l'hanno preceduto è di natura scientifica, perchè ritiene che molte delle affermazioni fatte siano prive di un fondamento storico.
Quando si ha un prova storica? Essenzialmente quando il racconto di chi ha vissuto un determinato fatto storico è provato da una fonte scritta, come: un ordine di arresto, una registrazione pubblica, un dispaccio o una circolare governativa...
In questi anni ho letto diverse volte il libro perchè mi occupo, per conto dell'Istituto di Cultura Sinta, di divulgare quanto successo a sinti e rom in quel periodo storico e Guenter Lewy con il suo lavoro ha avuto l'indubbio merito di aver raccolto una mole di materiale non indifferente e di averci costruito un racconto credibile.
La domanda che si fa Guenter Lewy all'inizio del libro è la seguente: la persecuzione subita da sinti, rom e jenisch è paragonabile alla persecuzione subita dagli ebrei? La risposta al termine del libro è no. I sinti, rom e jenish sono stati perseguitati dai nazisti ma l'unicità della Shoah non può essere messa in discussione.
Io non ho nessuna intenzione di scalfire l'unicità della Shoah, mi sembra un esercizio storico inutile. Ma ho intenzione, con i post che saranno pubblicati e indicizzati su questa pagina nei mesi prossimi, di confutare alcune delle tesi di Guenter Lewy e offrire uno sguardo diverso sul Porrajmos, partendo proprio dal prezioso lavoro di Guenter Lewy ma anche di altri studiosi. L'obiettivo che mi pongo è quello di proporre spunti di dibattito per una ricerca che in Italia è ancora agli esordi. di Carlo Berini

Trento, Sinti: Cittadini d'Europa (racconti di vita, testimonianze e ricerche)

Si terrà giovedì 15 settembre 2011, alle ore 17.30, presso lo spazio archeologico SASS di Piazza Cesare Battisti, la presentazione del dvd multimediale "Minor Swing - Storie sinte", progetto di ricerca e raccolta di testimonianze sui sinti trentini a cura dell'associazione Lanterne per Lucciole. L'iniziativa si inserisce nell'ambito della rassegna Euromediterranea, organizzata dal Forum trentino per la pace e i diritti umani.
"Minor swing - Storie sinte" ha ricevuto il sostegno di: Fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto; Comune di Trento, Assessorato alle Politiche sociali; Presidenza del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento; Regione Trentino Alto Adige, Ufficio per l'integrazione europea e gli aiuti umanitari; Format, Centro audiovisivi della Provincia autonoma di Trento. Ha ricevuto inoltre il patrocinio della Fondazione Museo Storico del Trentino.
La presentazione prevede la proiezione di estratti dal dvd multimediale e l'incontro con le autrici di "Minor Swing - Storie sinte", le antropologhe: Paola Trevisan (autrice di studi e pubblicazioni sui sinti emiliani) ed Elisabeth Tauber (studiosa dei sinti altoatesini). Al termine sarà offerto a tutti i partecipanti un aperitivo allietato dalla musica dei "Sintengro Gipen". A tutti i partecipanti verrà dato in omaggio il DVD "Minor Swing - Storie sinte".
Presentazione del DVD. Il progetto di raccolta di testimonianze orali nei cosiddetti “campi nomadi” e nelle aree senza autorizzazione di Trento e Rovereto, curato dall'associazione LXL, è finalmente giunto a termine dopo due anni e mezzo di lavoro. Il risultato è "Minor swing - Storie sinte", un DVD interattivo che raccoglie 14 interviste a membri della minoranza sinta, più una serie di altri contenuti, tra cui: un documentario introduttivo; l'intervista a quattro studiosi che hanno affrontato il tema; un capitolo dedicato alla documentazione storica sulla presenza di questa popolazione sul territorio; il trailer.
Ma il cuore del DVD sono proprio le interviste: della durata di circa dieci minuti l'una realizzate con giovani, anziani, donne, ci permettono di entrare nella quotidiana normalità e diversità di una minoranza costretta a vivere alle porte delle nostre città. Storie sinte sono le storie di un passato in cui i sinti avevano il loro posto, anche se nelle pieghe della società contadina, grazie alla loro musica, alla vendita di oggetti e alla prestazione di servizi indispensabili. Ma sono anche le storie dell'oggi, della difficoltà di essere giovani e sinti, delle gioie della famiglia, del difficile rapporto con la società maggioritaria. "Minor swing" è il tentativo di unire ricerca storico-sociale e utilizzo di nuovi media, per entrare nel dibattito pubblico dando gli strumenti necessari per andare al di là degli stereotipi.
Info: http://www.progettosinti.org/, www.inventati.org/elleperelle. Per ricevere il DVD scrivete a: elleperelle@laleggera.it

venerdì 9 settembre 2011

Consiglio d'Europa: in Italia retorica razzista e xenofoba contro i sinti e i rom

“Le misure adottate dalle autorità italiane nei confronti dei rom e dei sinti non sono in linea con gli standard internazionali ed europei in materia di diritti umani”. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa dichiara le proprie preoccupazioni per la situazione dei rom e dei sinti in Italia e chiede alle autorità italiane di spostare l'attenzione dai provvedimenti coercitivi (espulsioni e sgomberi forzati) all'integrazione sociale e al contrasto della discriminazione e dell'antiziganismo.
Comunicato stampa - CommDH 023 (2011), Strasburgo, 07/09/2011
“La situazione dei rom e dei sinti in Italia resta fonte di grande preoccupazione. È opportuno porre l’accento non sui provvedimenti coercitivi, come le espulsioni e gli sgomberi forzati, ma piuttosto sull’integrazione sociale e la lotta contro la discriminazione e l’antiziganismo”, ha dichiarato oggi il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, in occasione della pubblicazione del rapporto stilato a seguito della visita del 26 e 27 maggio 2011 in Italia, nel corso della quale ha discusso della situazione della minoranza rom e sinta e dei migranti nordafricani.
Il Commissario è preoccupato per la retorica razzista e xenofoba contro rom e sinti. Questo fenomeno deve essere contrastato con l’ausilio di misure efficaci, in particolare attraverso iniziative di autoregolamentazione da parte dei partiti politici, e tramite la vigorosa applicazione delle disposizioni penali contro i reati di matrice razzista. Il Commissario insiste inoltre sulla necessità di far conoscere meglio la storia e la cultura rom e sinta al fine di lottare contro l’antiziganismo, ad esempio grazie alla diffusione e all’utilizzo delle schede illustrative sulla storia dei rom elaborate dal Consiglio d’Europa.
Le recenti espulsioni di rom e sinti, spesso svoltesi in violazione delle norme relative ai diritti umani, hanno avuto un impatto negativo non solo sulla fruizione del diritto all’alloggio, ma anche di altri diritti, come il diritto dei minori all’istruzione. “Le autorità italiane dovrebbero agire in conformità delle norme internazionali e del Consiglio d’Europa in materia di alloggio e di espulsioni e riportare la situazione in linea con la Carta sociale europea riveduta”.
Gli atti di violenza contro i rom e sinti, alcuni per mano delle forze dell’ordine, indicano la necessità per le autorità italiane di migliorare la risposta agli episodi di violenza scatenati da motivazioni razziali. “È necessario migliorare la gestione dei reati di stampo razzista e combattere i comportamenti abusivi, di tipo razzista, da parte della polizia. Il dispositivo di controllo degli atti e dei reati a sfondo razzista dovrebbe essere maggiormente flessibile ed attento ai bisogni delle vittime”.
Il Commissario ribadisce la sua raccomandazione alle autorità italiane di esaminare la situazione dei numerosi rom apolidi arrivati in Italia dall’ex Jugoslavia decenni fa, e dei loro figli, il cui numero attuale è stimato a circa 15000. Hammarberg auspica inoltre l’adozione di una strategia nazionale per l’integrazione sociale di rom e sinti in Italia, che sia di sostegno agli sforzi degli attori regionali e locali in questo campo, e propone, in un primo momento, la creazione di una task force a livello nazionale, incaricata di apportare tale supporto.
“I sempre più frequenti arrivi dal Nord Africa hanno evidenziato il bisogno di una maggiore attivazione dell’Italia e dell’Europa per assicurare il rispetto dei diritti dei migranti, inclusi i richiedenti asilo: ciò vale innanzitutto per il soccorso in mare, ma anche per la loro accoglienza, la loro integrazione e per un certo numero di procedure giuridiche”, ha dichiarato il Commissario.
“Risulta imperativo che qualora dei migranti si trovino in situazione di emergenza in mare, il soccorso e la sicurezza di quest’ultimi prevalgano su ogni altro tipo di considerazione, ivi compresa la mancanza di chiarezza o di accordi, in particolare tra l’Italia e Malta, in merito alle responsabilità per gli interventi di salvataggio”, ha sottolineato. Il Commissario invita inoltre le autorità italiane ad evitare qualsiasi pratica che potrebbe tradursi nel rinvio di migranti in paesi dove rischierebbero di subire maltrattamenti o un respingimento indiretto.
Sarebbe inoltre necessario migliorare le condizioni di accoglienza e di accesso all’asilo, in particolare attraverso lo sviluppo della capacità di programmi abitativi gestiti dal Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), finanziato da fondi pubblici, e sostenuto da una rete di autorità locali e organizzazioni no profit. I richiedenti asilo dovrebbero beneficiare di un adeguato accesso all’assistenza giuridica e contare su un sostegno psicosociale, qualunque sia il luogo in cui sono accolti. Relativamente al rimpatrio dei cittadini tunisini tramite “procedure semplificate”, il Commissario sollecita le autorità italiane a far sì che il sistema di garanzie dei diritti umani, in particolare l’accesso a procedure che permettano la contestazione delle decisioni di allontanamento, nonché il divieto delle espulsioni collettive, sia pienamente rispettato.
Il Commissario esorta infine ad ottimizzare il processo d’integrazione dei rifugiati e dei titolari di una protezione internazionale all’interno della società italiana. “È indispensabile rafforzare la capacità delle autorità locali a fornire alloggio e servizi. Occorre inoltre agevolare l’accesso dei rifugiati all’acquisizione della nazionalità italiana, nonché accelerare la procedura da seguire per ottenere il ricongiungimento familiare. La replica delle autorità italiane è allegata al rapporto del Commissario”. da Ufficio del Commissario per i diritti umani - Unità di Comunicazione

giovedì 8 settembre 2011

ENEL: stop al forfait (fornitura temporanea)

L'ENEL e tutte le Aziende che distribuiscono l'energia elettrica stanno modificando i contratti di fornitura temporanea (forfait), in base alla Delibera n. 67/10 dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Da questo mese l'ENEL ha abolito il pagamento a forfait introducendo il pagamento a consumo con due tipologie di contratti senza misura della potenza per tutte le utenze, spettacoli viaggianti compresi (clik sulla foto).
La delibera n. 67/10 è di difficile comprensione ma in sintesi le novità sono due:
- il costo dell'utenza non sarà più calcolato a forfait, ma secondo il consumo con il posizionamento di contatori elettronici;
- il contratto dovrà essere stipulato almeno 27 giorni lavorativi prima per gli allacci entro i 30 KW.
Rimarrà la fatturazione anticipata che sarà una sorta di deposito cauzionale, con il meccanismo di conguaglio sulla base dei consumi effettivi rilevati al termine della fornitura. Con l'ENEL potranno essere stipulati contratti per kw: 1,5; 3; 4,5; 6; 10; 15; 20; 25; 30.
Chi utilizza queste forniture? Tutti quei soggetti che hanno bisogno di una fornitura elettrica temporanea, tra cui: gli operatori dello spettacolo viaggiante e molte famiglie sinte e rom che abitano in terreni privati con case mobili e/o roulotte.
Questo riordino dei contratti è stato praticamente improvviso, qualche notizia frammentaria nel maggio scorso ma niente di più. La delibera dell'Autorità è del 2010 ma di fatto non è mai stata fatta nessuna comunicazione, da parte dell'ENEL o da parte di altri gestori, ai clienti finali che oggi si trovano in confusione. La comunicazione sui nuovi contratti è stata data alle persone nel momento che si sono recati all'ENEL per sottoscrivere un nuovo contratto.
Di conseguenza molte persone che usufruiscono di tale servizio sono in ansia perchè ad oggi non è arrivata nessuna comunicazione e non è stata data nessuna spiegazione su quali saranno i costi effettivi. Le prime persone che hanno stipulato un contratto, con le nuove modalità, hanno corrisposto all'ENEL circa euro 350,00 per la stipula di un contratto per un mese di fornitura di kw 1,5 e circa euro 440,00 per la stipula di un contratto per un mese di fornitura di kw 4,5. Fino al mese scorso, le persone sapevano chiaramente quali erano i costi perchè pagavano in anticipo il dovuto all'atto della stipula del contratto, oggi non è più così e l'insicurezza è tanta anche in considerazione alla crisi che sta colpendo in maniera devastante.
L'associazione Sucar Drom, la Federazione Rom e Sinti Insieme, l'associazione Nevo Drom, l'associazione Sinti Italiani e altre associazioni già dalle prime notizie (questo il fax simile della lettera inviata nel mese di maggio 2011) hanno inviato richieste di chiarimenti e richieste d'incontro all'ENEL che ha risposto in maniera contraddittoria. Fino a pochi giorni fa alcuni operatori dell'ENEL hanno riferito che era impossibile mettere in pratica tale nuova modalità contrattuale. E' stata inoltrata una richiesta d'incontro anche con il Presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas che, ad oggi, non ha risposto. Per informazioni e segnalazioni: carlo.berini@sucardrom.eu, cellulare 345 6123932

martedì 6 settembre 2011

Regno Unito, firma anche tu l'appello per la Dale Farm

Invitiamo tutti a firmare l'appello per scongiurare lo sgombero di famiglie romanichal e traveller senza soluzioni alternative condivise. Le famiglie vivono alla Dale Farm a Basildon nella contea dell'Essex meridionale, nell'Inghilterra sud-orientale (Regno Unito). Attualmente hanno firmato più di 3.000 persone.

Considering the statement made on 2 September 2011 by the United Nations Committee on the Elimination of Racial Discrimination regarding Dale Farm, we the undersigned request Basildon Council to find a peaceful and appropriate solution for the Gypsy and Traveller residents of Dale farm, including identifying culturally appropriate accommodation, with full respect for the human rights of the families involved and further; that Basildon Council takes no action against the residents of Dale Farm until such time as it has fulfilled this request. Sign petition

Considerata la dichiarazione resa il 2 settembre 2011 dalla Commissione delle Nazioni Unite sull'eliminazione delle discriminazioni razziali (CERD) sulla questione Dale Farm, noi sottoscritti chiediamo al Consiglio di Basildon di trovare una soluzione pacifica e opportuna per Gypsy e Traveller residenti a Dale Farm, con l'individuazione di una sistemazione culturalmente appropriata, nel pieno rispetto dei diritti umani delle famiglie coinvolte e chiediamo ulteriormente che il Consiglio di Basildon non adotti alcuna azione contro i residenti di Dale Farm fino a quando non si sarà adempiuto a questa richiesta. Firma l'appello