mercoledì 30 gennaio 2013

Ceija Stojka, scomparsa una delle ultime sopravvissute ad Auschwitz-Birkenau

E' venuta a mancare nella notte tra il 28 e il 29 gennaio Ceija Stojka, scrittrice e artista rom sopravvissuta al Porrajmos (BBC, Indipendent, Adnkronos). Costernazione e dolore in tutte le comunità sinte e rom europee per la scomparsa di una delle ultime sopravvissute allo "Familienzigeunerlager" o più semplicemente "Zigeunerlager" di Auschwitz-Birkenau.

Ceija Stojka aveva 79 anni e attraverso i suoi scritti e le sue opere d'arte contribuì a diffondere la conoscenza del Porrajmos e in particolare della persecuzione razziale in Austria e Germania. “In ogni momento della mia vita ricordo Auschwitz”, aveva detto l'artista in un'intervista recente.

Ceija Stojka, nata nel 1933 a Kraubath, un paesino della Stiria, era la quinta di sei figli nati da genitori cattolici appartenenti alla minoranza dei rom lovara. Deportata nello "Zigeunerlager" di Auschwitz-Birkenau, era stata liberata nel campo di Bergen-Belsen nel 1945. Dopo il ritorno dal lager ha vissuto a Vienna e nei dintorni della capitale austriaca lavorando come venditrice ambulante. Dagli Anni Settanta ha iniziato a scrivere poesie, racconti, canzoni e testi in lingua romanes e in tedesco. Da alcuni anni dipengeva e i suopi quadri sono apprezzati in tutta Europa.

Il ministro per la Cooperazione e l'Integrazione, Andrea Riccardi ha dichiarato: «Ho appreso con dispiacere della scomparsa di Ceija Stojka, pittrice, cantante e scrittrice rom di religione cattolica, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti. Una testimone del genocidio dei rom e dei sinti, il Porrajmos, un fenomeno spesso trascurato o rimosso dalla memoria collettiva».

«Ceija - ricorda il ministro - è stata una dei pochi rom a mettere per iscritto, nel libro `Forse sogno di vivere´, i suoi ricordi di bambina nei campi di Auschwitz, Ravensbruck e Bergen Belsen. In questo libro ricordò tra l'altro che per ripararsi dal freddo, lei e i suoi piccoli amici si nascondevano sotto i corpi delle persone appena uccise nelle camere a gas. Ricordo ancora il suo commosso abbraccio con Benedetto XVI, nel 2012, quando il Papa ricevette in udienza tremila rom e sinti d'Europa e ascoltò dalla viva voce di Ceija gli orrori patiti dal suo popolo sotto il nazismo».
 
 

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